Il ruolo centrale delle autorità locali nella protezione e nella gestione dell’ambiente è riconosciuto a livello internazionale. La sussidiarietà è un concetto fondamentale: secondo la definizione che ne dà l’Unione Europea, le decisioni devono essere prese ad un livello che sia il più vicino possibile ai soggetti interessati. Le autorità locali sono riconosciute le più vicine ai problemi, le più vicine alla popolazione ed alle possibili soluzioni. Negli anni '70 si fa largo la consapevolezza che le risorse naturali della Terra devono essere tutelate attraverso gli strumenti di pianificazione e che la natura ha un ruolo fondamentale nell'economia. Gli sforzi compiuti per identificare i principi ed i modelli di sostenibilità partono da un processo iniziato nel 1972, quando l'ONU organizzò a Stoccolma la prima Conferenza mondiale sull'ambiente: una delle tappe fondamentali della riflessione globale su sviluppo e ambiente è l'affermazione dei principi di libertà, uguaglianza e diritto di tutti ad adeguate condizioni di vita. Nel 1987, Gro Harlem Brundtland, Presidente della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, presenta, su incarico delle Nazioni Unite, il proprio rapporto (Our Common Future) e formula un’efficace definizione di sviluppo sostenibile, cioè: "lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri”. "… La protezione ambientale e lo sviluppo sostenibile devono diventare parte integrante dei mandati di tutti gli enti governativi, organizzazioni internazionali e grandi istituzioni del settore privato; a essi va attribuita la responsabilità di garantire che le loro politiche, programmi e bilanci favoriscano e sostengano attività economicamente ed ecologicamente accettabili a breve e a lungo termine …" 1992 – Rio de Janeiro: la comunità mondiale si riunisce per individuare un percorso universale per costruire uno sviluppo sostenibile. I Paesi aderenti riconoscono che le problematiche ambientali devono essere affrontate in maniera universale e che le soluzioni devono coinvolgere tutti gli Stati. Hanno partecipato rappresentanti dei governi di 178 Paesi, più di 100 capi di Stato e oltre 1000 Organizzazioni Non Governative. Vengono negoziate e approvate tre dichiarazioni di principi, firmate due convenzioni globali. - La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste ufficialmente stipulata due anni dopo a Parigi, sancisce il diritto degli Stati di utilizzare le foreste secondo le proprie necessità, senza ledere i principi di conservazione e sviluppo delle stesse. - La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici cui seguirà la Convenzione sulla Desertificazione - pone obblighi di carattere generale miranti a contenere e stabilizzare la produzione di gas che contribuiscono all'effetto serra. - La Convenzione quadro sulla biodiversità, con l'obiettivo di tutelare le specie nei loro habitat naturali e riabilitare quelle in via di estinzione. - La Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, è un punto di riferimento ai fini della definizione e dell’implementazione dello sviluppo sostenibile; il documento definisce in 27 principi diritti e responsabilità delle nazioni nei riguardi dello sviluppo sostenibile. - L'Agenda 21: il Programma d'Azione per il XXI secolo, pone lo sviluppo sostenibile come una prospettiva da perseguire per tutti i popoli del mondo. L'Unione Europea approva nel 1992 il Quinto Piano di Azione Ambientale al fine di rendere operativi gli accordi firmati a Rio. Il Piano auspica un cambiamento dei modelli di comportamento della società promuovendo la partecipazione di tutti i settori, rafforzando lo spirito di corresponsabilità che si estende all'Amministrazione Pubblica, alle imprese e alla collettività. Con il Provvedimento del 28/12/1993 del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica - CIPE, l'Italia recepisce l'orientamento delle politiche ambientali europee ed emana il primo Piano Nazionale per lo sviluppo sostenibile. "…Perseguire lo sviluppo sostenibile significa ricercare un miglioramento della qualità della vita pur rimanendo nei limiti della recettività ambientale. Sviluppo sostenibile non vuol dire bloccare la crescita economica … un piano di azione per lo sviluppo sostenibile non deve solo promuovere la conservazione delle risorse, ma anche sollecitare attività produttive compatibili con gli usi futuri. Ne deriva che l'applicazione del concetto di sviluppo sostenibile è da un lato dinamica, ovvero legata alle conoscenze e all'effettivo stato dell'ambiente e degli ecosistemi, dall'altro consiglia un approccio cautelativo riguardo alle situazioni e alle azioni che possono compromettere gli equilibri ambientali, attivando un processo continuo di correzione degli errori..." 1994 Aalborg – Danimarca: 1° conferenza europea sulle città sostenibili La città viene individuata come luogo prioritario di attuazione delle politiche per la sostenibilità ambientale, soprattutto in attuazione dei programmi di Agenda 21. Le città europee riconoscono il loro ruolo fondamentale nel processo di cambiamento degli stili di vita e dei modelli di produzione, di consumo e di utilizzo degli spazi. "…Noi, le autorità locali europee, ci siamo impegnate a sviluppare azioni locali con responsabilità globale. Intendiamo essere lungimiranti nell'amministrazione, coraggiosi nell'affrontare le sfide e responsabili nelle nostre azioni, poiché soltanto in questo modo potremo gestire il cambiamento che si realizzerà ad un ritmo senza precedenti…" Viene firmata la Carta di Aalborg. Le città e le regioni europee si impegnano: - ad attuare l'Agenda 21 a livello locale; - ad elaborare piani d'azione a lungo termine per uno sviluppo durevole e sostenibile; - ad avviare una campagna di sensibilizzazione. 1999 - Ferrara – Italia: Conferenza di Ferrara Le amministrazioni pubbliche italiane danno vita al Coordinamento Agende 21 locali italiane con l'obiettivo di monitorare, diffondere e valorizzare le esperienze positive in corso, al fine di identificare modelli di riferimento di Agenda 21 Locale a livello comunale, provinciale e regionale. 2002 - Nascita della Rete delle Agende 21 locali della Toscana Gli obiettivi che la Rete delle Agende 21 toscane si è posta di perseguire sono i seguenti: - collaborare con le Amministrazioni ed Enti aderenti alla Rete per rendere più efficace e rapido il processo di applicazione dei principi dello sviluppo sostenibile attraverso l’Agenda 21 locale, con particolare riferimento all’ambito economico, ambientale e sociale attraverso percorsi partecipativi; - favorire l’aumento del numero di amministrazioni ed Enti che applicano i principi dello sviluppo sostenibile; - ricercare un possibile modello toscano di sviluppo sostenibile attraverso la valorizzazione delle identità e delle vocazioni espresse dal territorio. 2002 - Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile è organizzato dalle Nazioni Unite e prevede la partecipazione di numerosi capi di Stato e di governo, rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (ONG), del settore privato e di altri gruppi di interesse. Obiettivo: puntare l'attenzione sulle nuove sfide da affrontare per realizzare uno sviluppo sostenibile, cioè un modello di sviluppo che coniughi gli aspetti economici con quelli sociali e ambientali, in grado di assicurare una società più equa e prospera, nel rispetto delle generazioni future. I temi chiave: Povertà e obiettivi di sviluppo del Millennio – Acqua – Energia – Salute - Protezione dell'ambiente naturale – Globalizzazione - Modelli di produzione e di consumo – Africa - Agenda 21 |