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Le Bandite

Le Bandite di Scarlino - Aspetti forestali, le funzioni sociali e turistico-ricreative del patrimonio pubblico

Le Bandite di Scarlino sono un complesso forestale di vaste dimensioni. I suoi 8700 ettari, fanno parte dei Comuni di Castiglione della Pescaia per circa 1450 ettari, di Gavorrano per 380 ettari, Scarlino per 3900 e Follonica per 3000 ettari. L’intera area è patrimonio indisponibile della Regione Toscana ed è gestita per delega dal Comune di Scarlino ai sensi della L.R. n. 64/76. La scelta di Scarlino, quale Comune capofila, è dovuta essenzialmente al fatto che circa 2/3 della superficie delle Bandite si trova all’interno del territorio comunale. Il nome Bandite, che potrebbe trarre in inganno trovandosi in Maremma, ha radici antiche e deriva dai bandi che venivano fatti per la vendita di lotti di bosco in piedi.

Il Complesso, per la maggior parte rappresentato da macchia mediterranea, si affaccia sul golfo di Follonica e si estende sulle colline circostanti, in un ambiente che si presenta favorevole all’insediamento umano, grazie alle discrete disponibilità idriche e ai terreni fertili che hanno permesso la presenza dell’ uomo fin dai primordi.

Già in epoca preistorica, infatti, erano presenti insediamenti sparsi lungo la fascia costiera e sulla sommità del colle dove oggi sorge Scarlino. Si trattava quasi sicuramente di piccole tribù che traevano il loro sostentamento dalla caccia e dalla raccolta di prodotti spontanei del bosco, con una ridottissima interferenza sull’ ambiente circostante.

Nell’ età tarda del bronzo, inizia una certa attività metallurgica, mediante la rudimentale lavorazione di metalli e la presenza dell’ uomo, da erratica e dedita alla caccia, diventa stanziale con sviluppo di attività agricola e di allevamento animale. L’ambiente assume quindi una maggiore importanza, in termini di disponibilità di combustibile, per l’ attività fusoria e per l’allevamento del bestiame allo stato brado. Ne è testimonianza la presenza di uno dei siti archeologici più importanti della zona, quello di Poggio Tondo, interamente all’interno del Demanio Regionale e per il quale la Gestione delle Bandite ha realizzato un parco archeologico con Centro Visite e percorsi guidati.

Trattando gli aspetti naturalistici, la vegetazione delle Bandite si distribuisce sul territorio in base a caratteri ambientali e climatici. Il clima varia notevolmente man mano che ci si allontana dal mare, nonostante la presenza di una piovosità prevalentemente invernale, ed in relazione alla presenza di rilievi montuosi. Infatti, spingendosi anche per pochi chilometri nell’ entroterra (il demanio giunge nelle vicinanze di Buriano e Vetulonia) la piovosità aumenta a causa del fatto che le colline ed i contrafforti arrestano le nuvole, consentendo una intensificazione dei fenomeni piovosi.

La fascia geografica altitudinale in cui il complesso si identifica è quella con latifoglie sempreverdi mediterranee (Quercion ilicis), ed in minima parte da quella cosiddetta collinare delle latifoglie decidue xerofile (Cytiso-quercion pubescentis).

Il clima di tipo mediterraneo è caratterizzato da estati siccitose e calde e con le altre stagioni miti e piovose.

Esaurita la breve parte dedicata agli aspetti forestali delle Bandite e del come si sono originate e sviluppate, ci appare una visione più chiara del territorio in esame offrendoci, al contempo, una traccia sulla destinazione che tali boschi potranno assumere perché possano, da una parte soddisfare le esigenze della proprietà e dall’ altra perché la comunità possa usufruirne in termini sociali e turistici.

Le Bandite dispongono peraltro già di una adeguata ed efficiente rete di sentieri e di una carta che ne consente il riconoscimento e la percorrenza, supportata da piccole pubblicazioni di approfondimento di ogni singolo percorso, molto pratiche e facilmente consultabili. Una segnaletica a terra chiara ed efficiente completa l’offerta che l’ambiente delle Bandite mette a disposizione dei turisti. Nelle zone di maggior valenza ambientale sono presenti punti panoramici e sentieri didattici. Fiore all’occhiello della Gestione è la zona delle Costiere il cui accesso, come nella maggior parte del territorio, è consentito solo a piedi, a cavallo o in bicicletta. Tale zona, che peraltro è già da tempo Oasi Faunistica e Area Naturale Protetta di Interesse Locale, racchiude cale rocciose di indubbia bellezza, come quella di Cala Martina, ricordata per il passaggio di Garibaldi prima dell’unità d’Italia, e Cala Violina, una baia sabbiosa tra le più belle d’Italia, conosciuta per il suono che produce passeggiandoci sopra, da cui il nome poetico che ne deriva.

Nel Comune di Follonica invece, è stato istituito da alcuni anni il Parco Naturale Interprovinciale di Montioni, del quale fa parte un Centro Visite, non gestito direttamente dalle Bandite, con possibilità di percorsi guidati su tutta la zona, sfruttando la fitta rete di sentieri che portano alle suggestive cave di Allume, alla Pievaccia e ad altri interessanti luoghi da vedere.

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