La biblioteca comunale di scarlino è sorta nel 1983 in seguito ad un lascito di Carlo Mariotti, eponimo della biblioteca, il quale donò al Comune sia i fondi che i suoi libri: circa 2000 molto eterogenei sia per argomenti che per datazione.
Ma fu anche grazie a un certo clima che negli anni precedenti favorirono sia amministratori lungimiranti che funzionari come Giuseppe Poli, per nominarne uno per tutti; ma anche semplici paesani cultori di storia e tradizione locale: il libro più importante sulla storia di Scarlino, scritto da uno scarlinese, Mario Barberini, uscì dalle stampe nel 1985.
Questo fu anche il periodo degli scavi archelogici alla rocca pisana condotti dal prof. Riccardo Francovich (1979-1983) che fruttarono anch’essi un libro sulla storia di Scarlino, più, alcuni anni dopo, il Centro di Documentazione del Territorio.
La biblioteca a scarlino aveva già avuto un precedente illustre: nella seconda metà del secolo XIX fu aperta la biblioteca della Fratellanza Artigiana che ebbe tra i suoi responsabili il maestro Pietro Barberini, autore di un saggio sulla didattica della lettura e di una ricerca storica sui diritti di pascolo e legnatico nell’agro scarlinese, ambedue reperibili nella nostra biblioteca, il cui carattere più spiccato è quello appunto di conservare opere inerenti la storia locale.
Sono, infatti, presenti fondi, che includono documenti di vecchie famiglie scarlinesi quali i Guelfi, i Mariotti, ed altri inclusi nei fondi Giuseppe Poli e Giovanni Niccolai.
Molto di questo materiale è ancora inscatolato poiché, date le malridotte condizioni, non può essere catalogato né messo in circolazione.
Occorrerebbe un adeguato restauro; occorrerebbe che a livello di Sistema, o di più sistemi, operasse un laboratorio specializzato nel restauro del libro allo scopo di evitare che edizioni di opere preziose e/o rare, quanto malconce, vengano distrutte per eliminare anche il problema.
Posso corroborare questa affermazione riferendo che molti dei prestiti interbibliotecari che pratichiamo a livello regionale e nazionale riguardano opere datate, edizioni del sette ottocento, soprattutto richiesti da enti culturali, studenti, specialisti ecc.
Queste opere d’altri tempi, compresa anche un’emeroteca, costituiscono circa un terzo di tutto il patrimonio che si aggira sulle 15.000 unità.
L’avvento della nuova amministrazione ha coinciso con l’apertura di una nuova ala del palazzo comunale che ospiterà anche una parte degli uffici che soprastanno ai locali della biblioteca: questa è un’opportunità per acquisire nuovi spazi al fine di incamerare nuovi scaffali e nuove sale di lettura per utenti che vogliano leggere e studiare in perfetta tranquillità.
Anche gli amministratori amano la lettura. Oltre ai servizi che la biblioteca offre di sua pertinenza, vi è anche la gestione del Centro di Documentazione del territorio e le visite guidate in sede e sui siti archeologici. |