Tutto a Scarlino è in odor di passato, perfino la festa folkloristica delle Carriere, manifestazione unica ed insolita che il 19 agosto di ogni anno vede il paese animarsi.
Questa festa popolare ha un'origine religiosa: rievoca un fatto miracoloso, accaduto nel paese verso il 1855, quando una epidemia di colera terminò improvvisamente, e si attribuì tale evento ad un intervento soprannaturale a compimento di una devozione religiosa di tutta la popolazione scarlinese.
Adesso il "Diciannove" è un momento magico, nel quale il paese viene proiettato in una dimensione fantastica, di rievocazione storica.
Ogni Contrada di Scarlino (Rocca, San Donato e Centro), diventano antagonisti e si sfidano in una gara che si svolge nell'intero arco della giornata, dalla mattina alle 9.00 alla sera alle 24.00, con la premiazione finale.
Ogni via del borgo diventa un teatro, la sera animato da attori-contradaioli, che recitano e rappresentano una situazione-periodo storico che qualche giorno prima il comitato organizzatore ha stabilito (15 Agosto- lettura dei temi del Diciannove).
Il borgo, la notte prima del diciannove, viene addobbato, e si stenta a riconoscere, dietro alle cattedrali in legno, i castelli in cartapesta, le fontane, i cavalli, le osterie, le prigioni, le stesse case degli scarlinesi, le piazze che tutto l'anno li vedono passare.
La festa ufficiale inizia nel pomeriggio con il corteo storico, un insieme di velluti e broccati, dame, capitani, gonfalonieri e paggi, come in una fiaba.
Il corteo si dirige nel piazzale adiacente al Castello, e lì si svolge la sfida tra gli Arcieri delle tre Contrade.
Subito dopo il paese si trasforma in una pista di corsa veloce, e le contrade mettono in gara i corridori, che fanno la Staffetta tra le vie (discese e salite comprese) del paese.
Quando ormai ci si avvicina all'ora della cena, mentre i turisti si dirigono verso i ristorantini aperti dalle contrade nei rispettivi rioni, inizia la rappresentazione animata, e così tutte le vie si animano di attori e di cantori (contadaioli) che mimano e recitano una parte, come in un grande teatro all'aperto.
La giornata è quasi finita, ma la festa raggiunge il massimo della carica contradaiola proprio verso la mezzanotte, cioè quando viene premiata la Contrada vincente.
E qui la Piazza del paese si anima di scarlinesi: chi ride, chi applaude, chi impreca e urla.
Un movimento caotico di colori e facce che, ormai stravolte dalla fatica dell'organizzazione, si godono il festeggiamento nella Contrada, se vincitrice, o tornano verso casa e iniziano la discussione post-diciannove, e già idee per il prossimo anno prendono forma; e così la tradizione si perpetua nel tempo. |