"non abbiamo ricevuto la terra in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri nipoti". Questo bellissimo detto della tradizione amerindia non si limita a invertire il tempo, lo rende circolare. Ci invita a proiettarci nel futuro e a vedere il nostro presente con le esigenze di uno sguardo che saremo stati noi stessi a generare. Può darsi che il futuro non abbia bisogno di noi, ma noi, noi abbiamo bisogno del futuro, perché è ciò che dà senso a tutto quello che facciamo.
E' il testo che compare sulla quarta di copertina di un libretto agile ma profondo: "Piccola metafisica degli tsunami" di Jean-Pierre Dupuy (Donzelli editore). "Una generazione non ha il potere di assoggettare alle proprie leggi le generazioni future” Costituzione Francese del 1793 ---------------------------------------------------- Il pensiero ecologico è un pensiero sistemico ma, certamente, non un pensiero unico. Ne fa parte il ragionamento in condizioni di incertezza ma nessuna evasione esoterica o millenaristica è consentita. Si tratta con ogni probabilità di una forma di pensiero debole, ma questo non può far rinunciare all'istanza di base della sostenibilità. Non un teorema né un’opinione, ma un'azione diversificata, complessa, sperimentale per trovare la via del possibile miglioramento della qualità della vita. Oggi è, fortunatamente, largamente condivisa l’esigenza di nuove forme di progettualità orientate alla sostenibilità: progettare gli equilibri ecologici, modificare i modelli di produzione e consumo, promuovere l’ecoefficienza, ristabilire gli elementi di equità sociale. L’azione ambientale, che ne è parte integrante, poggia sulla capacità di eliminare lo sfruttamento delle risorse naturali non rinnovabili, eliminare gli inquinanti, valorizzare i rifiuti attraverso il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero sia energetico sia di materie prime secondarie, salvaguardare paesaggi ed habitat. Per questo, nel nostro piccolo, stiamo perseguendo una strategia di azione ambientale che vede come principi ispiratori ai quali non possiamo rinunciare: l’integrazione dell’ambiente nelle altre politiche; l’aumento nell’efficienza globale dell’uso delle risorse; la riduzione degli sprechi; l’utilizzo di beni eco-compatibili e l’allungamento della loro vita utile; la chiusura dei cicli materiali di produzione-consumo; la valorizzazione dei prodotti tipici e delle culture della tradizione; la partecipazione di tutti gli attori sociali alla determinazione degli obiettivi e degli impegni e alla corrispondente condivisione delle responsabilità. Agire nel presente per rispondere ai bisogni “di adesso” di bambini, ragazzi, adulti, anziani, contemporaneamente promovendo percorsi lungimiranti, educativi e di sviluppo, ben sapendo ciò che si sceglie per il qui e ora individua percorsi economici, sociali e culturali i cui esiti si dimostreranno nella città e nei cittadini di domani. Tutto questo fa parte del nostro percorso all’esplorazione e alla scoperta di nuove forme di ecogestione. Maurizio Bizzarri – Sindaco di Scarlino
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