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Descrizione
Il Puntone si prepara a cambiare volto. Mercoledì 30 settembre, nella Sala Auser, il Comune di Scarlino ha presentato ai cittadini i progetti di riqualificazione della frazione previsti dalla nuova convenzione relativa al Comparto 1 del Piano regolatore portuale del porto turistico.
L’incontro si è svolto al termine del consiglio comunale, che ha approvato lo schema della nuova convenzione. Il documento fa il punto sulle opere realizzate nel corso degli anni e definisce gli interventi ancora da completare, aggiornandoli alle esigenze attuali del Puntone.
Tra le opere previste ci sono il nuovo sottopasso ciclopedonale sulla strada provinciale delle Collacchie, i percorsi che integreranno la Ciclovia Tirrenica con l’abitato, nuovi spazi verdi e alberature, la riorganizzazione degli spazi pubblici e gli interventi per la mitigazione del rischio idraulico.
L’incontro si è svolto al termine del consiglio comunale, che ha approvato lo schema della nuova convenzione. Il documento fa il punto sulle opere realizzate nel corso degli anni e definisce gli interventi ancora da completare, aggiornandoli alle esigenze attuali del Puntone.
Tra le opere previste ci sono il nuovo sottopasso ciclopedonale sulla strada provinciale delle Collacchie, i percorsi che integreranno la Ciclovia Tirrenica con l’abitato, nuovi spazi verdi e alberature, la riorganizzazione degli spazi pubblici e gli interventi per la mitigazione del rischio idraulico.
La convenzione arriva al termine di un percorso iniziato molti anni fa. La vicenda risale infatti alla fine degli anni Novanta e nel tempo è stata interessata da convenzioni, protocolli e successivi accordi. Nel 2019 l’Amministrazione comunale ha avviato il percorso per modificare la convenzione ricognitoria del 2012, verificando quanto era stato realizzato, gli interventi ancora da portare a termine e le nuove necessità del territorio.
«Quando ci siamo insediati nel 2019 abbiamo trovato una questione che si trascinava da oltre vent’anni e che era ancora lontana dall’essere conclusa – dichiara il sindaco Francesca Travison –. Abbiamo deciso di riprendere in mano questo percorso, ricostruendo ciò che era stato fatto e soprattutto ciò che ancora restava da realizzare. Oggi arriviamo a un risultato che per noi rappresenta una grande soddisfazione: definiamo gli ultimi interventi legati agli oneri di urbanizzazione e li trasformiamo in opere concrete per la frazione.
Il Puntone è l’affaccio sul mare di Scarlino e vogliamo che sia finalmente degno di questo nome: più bello, ordinato e vivibile, con maggiore spazio alla mobilità dolce e una migliore organizzazione degli spazi pubblici».
«Quando ci siamo insediati nel 2019 abbiamo trovato una questione che si trascinava da oltre vent’anni e che era ancora lontana dall’essere conclusa – dichiara il sindaco Francesca Travison –. Abbiamo deciso di riprendere in mano questo percorso, ricostruendo ciò che era stato fatto e soprattutto ciò che ancora restava da realizzare. Oggi arriviamo a un risultato che per noi rappresenta una grande soddisfazione: definiamo gli ultimi interventi legati agli oneri di urbanizzazione e li trasformiamo in opere concrete per la frazione.
Il Puntone è l’affaccio sul mare di Scarlino e vogliamo che sia finalmente degno di questo nome: più bello, ordinato e vivibile, con maggiore spazio alla mobilità dolce e una migliore organizzazione degli spazi pubblici».
Il percorso portato avanti negli ultimi anni ha già consentito di realizzare la rotatoria tra la strada provinciale delle Collacchie e la strada provinciale del Puntone e lo svincolo tra via della Dogana e la strada delle Collacchie. Adesso la nuova fase guarda direttamente all’interno della frazione.
Uno degli elementi centrali è il progetto illustrato dal professor David Fantini, architetto dell’Università degli Studi di Firenze, tecnico incaricato da Promomar per la parte progettuale.
Uno degli elementi centrali è il progetto illustrato dal professor David Fantini, architetto dell’Università degli Studi di Firenze, tecnico incaricato da Promomar per la parte progettuale.
L’intervento parte dall’integrazione di un tratto della Ciclovia Tirrenica con il tessuto urbano del Puntone e prevede nuovi percorsi ciclopedonali accompagnati da vegetazione e alberature. Il nuovo sistema attraverserà la frazione mettendo in relazione il lungomare Garibaldi, via della Dogana e la strada provinciale delle Collacchie, intervenendo contemporaneamente sulla mobilità e sulla sistemazione degli spazi.
Un passaggio particolarmente significativo sarà la messa in sicurezza dell’attraversamento della strada provinciale delle Collacchie attraverso un nuovo sottopasso ciclopedonale. La struttura esterna sarà realizzata in acciaio corten, dal caratteristico colore ruggine, mentre l’interno sarà rivestito in ceramica smaltata blu, con una scelta progettuale pensata per superare l’immagine spesso poco rassicurante di strutture simili e trasformare il sottopasso in un elemento riconoscibile del nuovo paesaggio urbano.
«Il progetto di una nuova infrastruttura verde e blu si basa sull’integrazione di un tratto della Ciclovia Tirrenica, dedicata al turismo lento e alla mobilità sostenibile, con il nodo urbano del Puntone – spiega il prof. David Fantini –. L’intero sistema è stato concepito applicando le tecniche dei Sistemi di drenaggio urbano sostenibile, con una gestione ecologica e resiliente delle acque meteoriche. È un intervento di “agopuntura” strategica, pensato per ricucire il tessuto urbano e paesaggistico della frazione, coniugando sicurezza pedonale, identità architettonica e sostenibilità ambientale».
Un passaggio particolarmente significativo sarà la messa in sicurezza dell’attraversamento della strada provinciale delle Collacchie attraverso un nuovo sottopasso ciclopedonale. La struttura esterna sarà realizzata in acciaio corten, dal caratteristico colore ruggine, mentre l’interno sarà rivestito in ceramica smaltata blu, con una scelta progettuale pensata per superare l’immagine spesso poco rassicurante di strutture simili e trasformare il sottopasso in un elemento riconoscibile del nuovo paesaggio urbano.
«Il progetto di una nuova infrastruttura verde e blu si basa sull’integrazione di un tratto della Ciclovia Tirrenica, dedicata al turismo lento e alla mobilità sostenibile, con il nodo urbano del Puntone – spiega il prof. David Fantini –. L’intero sistema è stato concepito applicando le tecniche dei Sistemi di drenaggio urbano sostenibile, con una gestione ecologica e resiliente delle acque meteoriche. È un intervento di “agopuntura” strategica, pensato per ricucire il tessuto urbano e paesaggistico della frazione, coniugando sicurezza pedonale, identità architettonica e sostenibilità ambientale».
Al termine dell’intervento di Fantini è stato proiettato anche il video del progetto, una passeggiata virtuale che ha consentito ai cittadini di vedere come potranno trasformarsi gli spazi della frazione.
Una parte rilevante degli interventi riguarda la mitigazione del rischio idraulico, illustrata dall’ingegnere Luca Moretti della Cooperativa Civile. L’area del Puntone e la zona a monte del porto sono interessate da una diffusa pericolosità idraulica. Il progetto interviene in particolare sui tratti tombati del fosso Portiglioni e di un secondo corso d’acqua presente a sud, adeguandone le sezioni e affrontando una situazione resa complessa dalla presenza di manufatti e numerosi sottoservizi.
Sono inoltre previste vasche di decantazione prima dell’ingresso nel tratto di valle del fosso Portiglioni e prima dello sbocco a mare dell’altro corso d’acqua, con l’obiettivo di ridurre l’ingresso di materiale solido nel bacino portuale. Le opere per la mitigazione del rischio idraulico hanno un valore complessivo di circa un milione di euro e richiederanno particolare attenzione nella fase esecutiva proprio per la presenza dei manufatti e dei sottoservizi esistenti.
Una parte rilevante degli interventi riguarda la mitigazione del rischio idraulico, illustrata dall’ingegnere Luca Moretti della Cooperativa Civile. L’area del Puntone e la zona a monte del porto sono interessate da una diffusa pericolosità idraulica. Il progetto interviene in particolare sui tratti tombati del fosso Portiglioni e di un secondo corso d’acqua presente a sud, adeguandone le sezioni e affrontando una situazione resa complessa dalla presenza di manufatti e numerosi sottoservizi.
Sono inoltre previste vasche di decantazione prima dell’ingresso nel tratto di valle del fosso Portiglioni e prima dello sbocco a mare dell’altro corso d’acqua, con l’obiettivo di ridurre l’ingresso di materiale solido nel bacino portuale. Le opere per la mitigazione del rischio idraulico hanno un valore complessivo di circa un milione di euro e richiederanno particolare attenzione nella fase esecutiva proprio per la presenza dei manufatti e dei sottoservizi esistenti.
«L’obiettivo del progetto è intervenire sui tratti tombati dei corsi d’acqua rendendoli adeguati dal punto di vista idraulico e riducendo allo stesso tempo le interferenze con le opere e i sottoservizi già presenti – spiega l’ing. Luca Moretti –. È un intervento complesso, che richiede un’attenta progettazione proprio per le caratteristiche dell’area. Abbiamo inoltre previsto sistemi per intercettare il trasporto solido proveniente dai fossi e limitarne l’ingresso nel bacino portuale».
«Questi interventi devono essere letti nel loro complesso – spiega l’assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici Cesare Spinelli –. Non stiamo semplicemente realizzando singole opere, ma lavorando a un nuovo assetto del Puntone, nel quale viabilità, parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili, verde e sicurezza del territorio fanno parte dello stesso progetto. L’obiettivo è migliorare concretamente la qualità degli spazi pubblici e rendere la frazione più funzionale per chi ci vive durante tutto l’anno e per chi la frequenta. Gli interventi hanno un valore complessivo di circa un milione e 800mila euro e saranno realizzati a carico del soggetto privato nell’ambito degli oneri di urbanizzazione previsti dalla convenzione: risorse che si traducono quindi in opere pubbliche per la comunità. Adesso si apre la fase autorizzativa; una volta conclusi questi passaggi, potranno aprire i cantieri».
Nel corso dell’incontro l’architetto Vanessa Mazzini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha approfondito gli aspetti legati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.
«La collaborazione e il dialogo tra gli enti sono fondamentali per la tutela e la valorizzazione del grande patrimonio che abbiamo nei nostri territori – sottolinea l’arch. Vanessa Mazzini –. Il confronto tra le diverse competenze permette di accompagnare i progetti e le trasformazioni del territorio con una maggiore consapevolezza del suo valore».
«La collaborazione e il dialogo tra gli enti sono fondamentali per la tutela e la valorizzazione del grande patrimonio che abbiamo nei nostri territori – sottolinea l’arch. Vanessa Mazzini –. Il confronto tra le diverse competenze permette di accompagnare i progetti e le trasformazioni del territorio con una maggiore consapevolezza del suo valore».
«Quello che abbiamo presentato è il risultato di un lavoro lungo – conclude il sindaco Francesca Travison –. Abbiamo voluto farlo direttamente al Puntone, davanti ai cittadini, perché questa trasformazione riguarda prima di tutto chi vive la frazione. Non parliamo soltanto di opere pubbliche: stiamo costruendo un nuovo assetto complessivo che può cambiare il volto del Puntone e renderlo sempre di più il vero affaccio sul mare di Scarlino. Voglio rivolgere un grande ringraziamento all’architetto Vanessa Mazzini per la disponibilità e per il dialogo che in questi anni il Comune ha costruito con la Soprintendenza. Il confronto e la collaborazione tra enti sono essenziali quando si interviene su un territorio così importante e delicato».
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Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2026, 12:15